La Cittadella Industriale si propone di essere il centro economico del Consorzio.
Infatti, scopo preciso è quello di occuparsi della trasformazione del Cedro di Santa Maria del Cedro in prodotto della gastronomia: dalla pasticceria alle marmellate, ai liquori e alle creme al cedro. Inoltre, la struttura si sforza di creare sinergie con altre aziende presenti nel territorio, per promuovere e produrre altri prodotti quali, ad esempio, l’olio extravergine d’oliva aromatizzato al cedro. La Cittadella ha, dunque, lo scopo di formare una concreta Azienda di Trasformazione del cedro, perché ordinariamente, oggi, il nostro agrume, qui coltivato, viene trasformato altrove per poi, tornare anche sui nostri mercati, commercializzato a prezzi assolutamente altissimi. È, dunque, scopo del Consorzio favorire la nascita di questa catena di trasformazione che serve a sopperire a questa incresciosa assenza, creando, altresì, nuove possibilità di occupazione direttamente ed indirettamente legate alla produzione del cedro e alla sua trasformazione. Tale intervento garantisce inoltre un sostegno concreto a tutta l’economia della Riviera dei Cedri. A completamento di questo sistema nasce anche la fiera permanete del Cedro, spazio expò per la vendita all’ingrosso dei prodotti del Consorzio. Inoltre, è previsto un progetto di assistenza ai cedricoltori, anima essenziale del Consorzio. Assistenza che consiste nel mettere a loro servizio i risultati prodotti dal Centro Ricerche in ogni settore: quello dell’innovazione tecnologica, coltivazione e trasformazione, e quello del marketing e della commercializzazione. Questo garantisce sostenibilità e coerenza, migliorando il prodotto e controllando il rapporto qualità-prezzo. A corona di tale processo, il Consorzio si sta munendo del marchio D.O.P. per l’alta qualità dei propri prodotti, a garanzia dei cedricoltori e dei consumatori. Questa operazione nasce dalla consapevolezza di poter ottenere un prodotto che è capace di implementare l’immagine della Calabria anche all’estero e, più in generale, di proporre un prodotto annoverabile tra i nuovi simboli del “made in Italy”.